Gentiloni in Africa: tappe in Tunisia, Angola, Ghana e Costa d’Avorio

Andrea Carli - Il Sole 24 ore

Gentiloni in Africa: tappe in Tunisia, Angola, Ghana e Costa d’Avorio

Migranti e rapporti commerciali, con un occhio alle soluzioni promosse dalle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Libia. Due temi che in Africa sono strettamente connessi: il rilancio dell’economia dei paesi di origine e di transito dei flussi può, in un’ottica di medio lungo termine, ridurre il numero degli africani che si mettono in viaggio per raggiungere l’Europa. È questo il punto di partenza della visita, o meglio delle visite, che il presidente del Consiglio effettuerà nei prossimi giorni nel continente. Partito nel tardo pomeriggio da Roma e giunto in serata a Tunisi, la missione di Gentiloni avrà quattro tappe: Tunisia da oggi fino a domenica, Angola lunedì, Ghana martedì. Ultima destinazione, mercoledì prima di tornare in Italia, la Costa d’Avorio, per il Quinto Vertice Ue-Unione Africana.


A Tunisi l’incontro con il premier Chahed: sul tavolo l’aumento degli sbarchi


Sabato il premier incontrerà il presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, quello dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo tunisino Mohammed Ennaceur e, in tarda mattinata, il primo ministro Youssef Chahed. Al termine di questi colloqui più istituzionali il premier, che è stato nel paese già da ministro degli Esteri del governo Renzi, vedrà i rappresentanti della società civile tunisina, le ong, e della comunità imprenditoriale italiana. Negli incontri con i rappresentanti delle istituzioni Gentiloni confermerà «l’intensa amicizia e il sostegno convinto al paese». Sarà poi inevitabile parlare di migrazione, considerata la crescita delle partenze dalla Tunisia che si è registrata nell’ultimo periodo. Nel corso del terzo quadrimestre del 2017, sottolinea infatti un report dell’Unhcr pubblicato di recente, è fortemente aumentato il numero di migranti arrivati sulle coste italiane partendo dalla Tunisia, dalla Turchia e dall’Algeria. Mentre è calato il flusso dalla Libia: 21.700 persone giunte da quel paese tra luglio e settembre, il numero più basso degli ultimi quattro anni per lo stesso periodo di riferimento. Il Presidente del Consiglio discuterà con il suo collega tunisino di come arginare le partenze dalla Tunisia verso le coste italiane, soprattutto della Sardegna.


Vertice con Salamé sulla road map per la Libia


Domenica Gentiloni incontrerà, sempre a Tunisi, Ghassam Salamé, l’inviato speciale del Segretario generale Onu in Libia. Oltre che di gestione dei migranti, sarà l’occasione per un aggiornamento del processo promosso dalle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Libia (che l’Italia appoggia): il 17 dicembre scadrà l’accordo sottoscritto nel dicembre del 2015 a Skhirat, in Marocco. Quell’intesa aveva previsto la creazione di un governo di unità nazionale guidato da Fayez Serraj. La roadmap, meglio conosciuta come “piano d'azione” che Salamé ha presentato a settembre e che è stata adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite prevede la nascita di un Consiglio presidenziale a tre (quante sono le principali anime geografico-tribali della Libia) che abbia le funzioni di capo di Stato con quasi le stesse prerogative attuali ma concentrate in un presidente e due vice invece dei nove componenti esistenti ora. L’incontro con Salamé fornirà l’occasione per chiarire le prossime tappe del progetto. Dopodiché il premier visiterà il Museo del Bardo, che il 18 marzo del 2015 è stato oggetto di un attentato terroristico.


Con l’Angola 600 milioni di interscambio


Dopo la Tunisia, il premier raggiungerà l’Angola: lunedì sarà a Luanda, dove incontrerà il neo presidente della Repubblica di Angola, João Lourenço. Il capo del Governo visiterà un centro operativo Eni a Luanda. Con questo paese l’Italia ha un interscambio di 600
milioni. Oltre agli idrocarburi, le imprese italiane sono attive nei settori dei trasporti e delle costruzioni.

Mercoledì il vertice Ue - Unione africana


Il giorno dopo, martedì, il premier sarà ad Accra, in Ghana, dove verrà il presidente della Repubblica del Ghana, Nana Akufo Addo. Nel pomeriggio Gentiloni visiterà la piattaforma Eni “John Agyekum Kufuor”. È solida la
presenza imprenditoriale italiana in questo paese: un’economia in forte
crescita e politicamente stabile, dove si segnala un aumento del 30% in due anni dell’export italiano. Infine, mercoledì, la Costa d’Avorio: il premier sarà ad Abidjan, dove parteciperà alla Quinto Vertice Ue-Unione africana. Sarà quella l’occasione per affrontare alcuni temi strategici nei rapporti tra i paesi dei due continenti: immigrazione e sicurezza, ma anche ambiente e commercio. Al vertice, a cui parteciperanno i principali leader europei (Emmanuel Macron, Angela Merkel e Mariano Rajoy) e i vertici Ue (Jean Claude Juncker, Antonio Tajani e Federica Mogherini), Gentiloni metterà in evidenza la necessità di mettere in campo una politica estera più attenta all’Africa, che si dovrebbe sviluppare anche sulla base di investimenti per un cambiamento strutturale di quel continente, a cominciare da educazione e training. Solo così l’Europa, e l’Italia che è in prima linea nella gestione dei flussi, può dare una risposta alla sfida dei migranti.

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