Daniele Naso a bordo di Open Arms: ci dirigiamo ad Algeciras

(NEV) Le oltre 300 persone a bordo saranno accolte dalla Spagna. Open Arms si sta dirigendo verso il porto di Algeciras. Già evacuata una mamma con il suo bebè di pochi giorni; nuova emergenza sanitaria per un ragazzino di 14 anni

Nella giornata di venerdì la nave spagnola Open Arms ha soccorso tre imbarcazioni nel Mediterraneo centrale e ha imbarcato circa 300 persone. Ci sono volute 24 ore per trovare un porto in cui approdare dopo che Malta e Italia hanno rifiutato l’attracco. Nelle ultime ore si è diffusa la notizia che il governo spagnolo avrebbe autorizzato la nave ad entrare nelle acque territoriali spagnole e a dirigersi verso Algeciras, 4 giorni di navigazione da dove si trova Open Arms in questo momento.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Daniele Naso, operatore di Mediterranean Hope, programma rifugiati e migranti della Federation of Protestant Churches in Italy (FCEI), che è a bordo. Naso, 31 anni, operatore sociale, è alla sua quinta missione Search and Rescue sulla nave spagnola.

“La situazione è tranquilla ma molto tosta – ci ha detto -. Fino a questa mattina il mare era calmo ma ora sta cominciando a gonfiare e noi abbiamo 300 persone stipate sul ponte della nave. Qualsiasi operazione è diventata difficilissima. Anche solo per distribuire un thè ci mettiamo tre ore”.

Naso, che fa parte dell’equipaggio insieme ad altri 18 volontari, di cui due medici, si occupa principalmente della cucina ed è quindi molto impegnato: “Per fortuna abbiamo cibo a sufficienza e siamo riforniti da Astral ma, come si può immaginare, nutrire 300 persone in questa condizioni è dura. Anche la situazione igienica e di conseguenza sanitaria è complessa. Stiamo facendo del nostro meglio per offrire riparo e un minimo di aiuto a persone che già erano molto provate quando le abbiamo recuperate, dopo più di 24 ore di navigazione in un barcone”.

Daniele ci racconta anche di aver potuto parlare con la ragazza che poi è stata evacuata (l’unica ad essere accolta a Malta) con il suo bimbo di soli due giorni: “Parlava francese e quindi mi sono improvvisato come mediatore linguistico. Era molto debole e provata e faceva fatica a parlare. Ci ha detto di aver partorito sulla spiaggia e di essersi imbarcata dopo poche ore. Credo viaggiasse sola perché ha detto genericamente di avere delle amiche ma non ha menzionato parenti. Della Libia non ha voluto parlare. Il bambino era debolissimo e non mangiava. Era infreddolito e disidratato”.

Intanto a bordo si profila una nuova emergenza sanitaria che sta preoccupando i medici e a cui il capomissione sta cercando di trovare una soluzione: “Stiamo cercando una soluzione per un ragazzino di circa 14 anni che viaggia solo – ha proseguito Naso -. Ha un gonfiore sulla tempia che continua a crescere e di cui i medici non comprendono l’origine. Ha bisogno di accertamenti e il capitano sta contattando tutte le capitanerie per trovare qualcuno che lo faccia sbarcare e lo affidi alle cure mediche di cui ha bisogno”.

MH
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