Roma, 5 ottobre 2026 – Fare memoria come imperativo morale. Sabato scorso, 3 ottobre, nella parrocchia di San Gerlando a Lampedusa si è tenuta la commemorazione interreligiosa “Nella notte verso il mattino” in occasione del tredicesimo anniversario del naufragio del 2013, in cui sono morte 368 persone al largo dell’isola siciliana.
Nella parrocchia gremita di persone, Marta Bernardini, coordinatrice nazionale di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della FCEI presente sull’isola dal 2014, ha introdotto la commemorazione:
“Oggi siamo qui per fare memoria. Siamo qui per affermare che la memoria non è un esercizio mentale ma un impegno etico e morale. Ricordiamo per cambiare, ricordiamo la tragedia del 3 ottobre 2013 e tutte le altre stragi dell’immigrazione perché non vogliamo che ce ne siano altre. Lo facciamo con semplicità, a volte con un senso di inadeguatezza, ma sempre pensando a chi perde la vita in mare e alle frontiere, ai loro familiari, ai soccorritori e alle persone di Lampedusa, una piccola isola che la storia impegna a essere testimone di questa memoria. Noi qui presenti oggi, intendiamo mantenere fede a questo impegno. E non solo nella giornata del 3 ottobre, ma tutto l’anno. Noi siamo qui tutto l’anno e ogni giorno ci sentiamo impegnati e impegnate a fare memoria di quello che è successo e che, ingiustamente, continua a succedere.”
Per la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, insieme a Marta Bernardini ha partecipato il pastore Luca Baratto. Insieme a loro, don Luca Camilleri, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Agrigento, e don Aldo Sciabbarrasi, parroco di San Gerlando Lampedusa, l’imam Kheit Abdelhafid, vicepresidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia.
La liturgia della commemorazione interreligiosa è scaricabile qui: LITURGIA_3OTT2026.