L’iniziativa dei Corridoi Umanitari (CU), prima in Europa, nasce dalla collaborazione ecumenica tra protestanti e cattolici: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Tavola valdese e Comunità di Sant'Egidio. I CU permettono a persone fuggite dai loro paesi e in condizione di vulnerabilità di accedere al loro diritto di chiedere asilo usufruendo di vie legali e sicure

 

 

CORRIDOI UMANITARI

La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), insieme alla Tavola Valdese e alla Comunità di Sant’Egidio, promuove il progetto-pilota dei Corridoi umanitari, i primi realizzati in Europa. Sono regolati da un Protocollo d’intesa sottoscritto il 15 dicembre 2015 dagli enti promotori e dai Ministeri degli Esteri e dell’Interno per permettere in due anni a 1000 profughi siriani fuggiti in Libano di raggiungere l’Italia in maniera legale e sicura, su un normale volo di linea.

Il 7 novembre 2017 viene firmato un progetto analogo per il biennio 2018/19 per altri 1000 profughi.

I corridoi umanitari sono frutto di una collaborazione ecumenica fra protestanti e cattolici che hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario indirizzato a profughi in condizioni di vulnerabilità. Lanciato anche in Francia e Belgio, il progetto è un modello per l’accoglienza in Europa.

La base giuridica di questa iniziativa è fornita dall’art. 25 del Regolamento CE 810/2009 che concede ai paesi Schengen la possibilità di rilasciare visti umanitari validi per il proprio territorio. Una volta in Italia i beneficiari hanno la possibilità di avanzare domanda di asilo e vengono supportati durante l'iter legislativo. Tra gli obiettivi del progetto, i più importanti sono evitare i viaggi della morte e le conseguenti tragedie in mare; contrastare il business dei trafficanti di esseri umani e delle organizzazioni criminali; concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, donne sole, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio; gestire gli ingressi in modo sicuro sul territorio italiano. I corridoi umanitari sono infatti garanzia di sicurezza sia per i migranti sia per chi già risiede in Italia, in quanto il rilascio dei visti è subordinato a controlli di sicurezza da parte del Ministero dell'Interno.

Gli enti promotori attraverso le segnalazioni fornite da un network di collaboratori (ONG locali e internazionali, associazioni, Chiese e organismi ecumenici ecc.), stilano una lista di potenziali beneficiari che viene analizzata dagli operatori in loco e trasmessa alle autorità consolari italiane affinché possano rilasciare dei visti umanitari validi per l’Italia.

Una volta in Italia i beneficiari sono presi in carico dai promotori del progetto in collaborazione con altri partner tra cui la Commissione sinodale per la diaconia (CSD), la Casa delle Culture-MH di Scicli, il Centro diaconale LA NOCE di Palermo, la Rete dei comuni solidali (RECOSOL), Oxfam Italia che forniscono accoglienza in strutture e appartamenti su tutto il territorio nazionale.

I beneficiari sono accompagnati e sostenuti in un percorso di integrazione legale-giuridico, lavorativo, scolastico e sanitario, verso il raggiungimento di una graduale autonomia. L’accoglienza diffusa e partecipata genera solidarietà a livello ecumenico, favorisce l’inclusione sociale e rinvigorisce le comunità locali impegnate nel progetto.

I Corridoi Umanitari sono un esempio di sinergia virtuosa tra la società civile e le istituzioni. La firma del Protocollo da parte del Ministero dell’Interno e degli Esteri è una forte testimonianza di fiducia accordata dalle istituzioni alla società civile.

Il modello dei Corridoi Umanitari ha ricevuto importanti riconoscimenti. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'ha definito “un momento di realizzazione concreta dei principi della Costituzione italiana”. Il Parlamento europeo ha auspicato l’estensione dell’iniziativa anche ad altri Paesi Membri e Nils Muižnieks, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, lo ha ritenuto “un buon esempio di quello che l'Europa può fare per aiutare i migranti e affrontare gli attuali flussi di rifugiati”. Ad oggi Francia e Belgio hanno avviato un'analoga iniziativa.

Infine il progetto non pesa in alcun modo sullo Stato: i fondi provengono in larga parte dall’Otto per mille delle chiese valdesi e metodiste, da diverse comunità evangeliche in Italia e all’estero, da reti ecumeniche internazionali e da raccolte fondi come quella lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio.

MEDICAL HOPE

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All’interno del progetto dei Corridoi Umanitari nasce Medical Hope, un’iniziativa di carattere sanitario che fornisce sostegno medico a tutti quei profughi che nei paesi di transito si vedono negati l’accesso alle cure per mancanza di risorse economiche. Medical Hope è sostenuto in larga parte dall'otto per mille dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia ed è indirizzato a tutti coloro che non sono nelle condizioni di affrontare un trasferimento in Italia.

 


CORRIDOI UMANITARI

Via Firenze 38, 00184 Roma

mh@fcei.it



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