Corridoi umanitari. A un anno dal lancio del progetto accolte in Italia 500 persone

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NEV – Simone Scotta

Simone Scotta: “Siamo a metà del protocollo, ma noi ci sentiamo all’inizio”

Roma (NEV), 30 novembre 2016 – Con il quinto arrivo di cittadini siriani dal Libano, previsto per il 1° e il 2 dicembre prossimi, ammonteranno a 500 le persone giunte in Italia in sicurezza e per vie legali grazie ai “corridoi umanitari” realizzati dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant’Egidio. Un risultato raggiunto a meno di un anno dalla firma del protocollo d’intesa che gli enti promotori hanno siglato con i Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri; un accordo che prevede, nell’arco di due anni, l’accoglienza di 1000 profughi muniti di visto umanitario e provenienti non soltanto dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia (sul progetto si veda la scheda di approfondimento). Con il gruppo di 100 persone che nei prossimi giorni viaggeranno da Beirut a Fiumicino su un regolare volo di linea – giovedì ne atterreranno 40, venerdì altri 60 – il progetto pilota nato nell’ecumenismo italiano giunge così a metà percorso, in perfetto orario rispetto ai tempi prestabiliti. “Se guardiamo agli impegni presi siamo a metà strada – dichiara Simone Scotta, operatore del progetto Mediterranean Hope-FCEI in Libano – ma noi ci sentiamo addosso le energie del primo giorno, perché c’è ancora tanto, tantissimo lavoro da fare”.

Quaranta dei nuovi arrivati verranno inseriti nel sistema di “accoglienza diffusa” che FCEI e Diaconia valdese (CSD) hanno predisposto su tutto il territorio nazionale: a Palermo si è messo a disposizione il Centro diaconale valdese “La Noce”, altre sistemazioni saranno allestite a Torino, Milano, Padova e Firenze dalla CSD. Come accaduto in precedenza, nonostante la comune nazionalità siriana il gruppo si presenta eterogeneo: dal punto di vista religioso (5 cristiani, 2 sciiti, 33 sunniti), generazionale e della provenienza geografica. Anche questa volta la maggioranza viene da Homs, una città rasa al suolo dalla guerra civile, ma non mancano persone fuggite in Libano da Aleppo, Hama e Damasco.

Nella mattinata di venerdì, a seguito del secondo arrivo, è attesa in aeroporto la consueta conferenza stampa: a fianco dei rappresentanti del governo, interverranno il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini e il presidente della comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo.

 

MH
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