In arrivo dal Libano con i prossimi corridoi umanitari altre 125 persone

Agenzia NEV

Roma (NEV), 19 aprile 2017 – Per 13 anni ha preso l’aereo, Fadi, tra la Siria e l’Arabia Saudita, dove insegnava inglese in una scuola privata. Su un aereo ha conosciuto quella che oggi è sua moglie e madre di suo figlio. Ma oggi Fadi, originario di Sweida, cittadina siriana vicino al confine con la Giordania, non può più viaggiare. Dopo una prima fuga verso la Turchia, e poi una seconda verso il Libano, in questi giorni Fadi si prepara ad imbarcarsi nuovamente su un aereo, un regolare volo di linea dell’Alitalia: il 28 aprile da Beirut lui e la sua famiglia arriveranno a Roma grazie al progetto ecumenico dei “corridoi umanitari”.

Fadi ricorda il mese di marzo 2011: “Era l’inizio della rivoluzione siriana. Ho partecipato alle proteste con i miei studenti. Chiedevamo riforme, libertà e dignità”. Fadi è stato arrestato due volte. E’ stato vittima di torture. “Ho deciso di lasciare la Siria perché non era più sicuro viverci, ma in Libano è come stare in un limbo, sfruttato quando lavoro, e con la paura di essere arrestato”, racconta agli operatori di Mediterranean Hope, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che insieme alla Tavola valdese e alla Comunità di Sant’Egidio organizza i corridoi umanitari, che in poco più di un anno hanno portato in sicurezza quasi 700 profughi vulnerabili. Fadi e la sua famiglia saranno accolti nelle strutture della Diaconia Valdese a Venezia.

Il 27 e il 28 aprile all’aeroporto di Fiumicino, lo staff ecumenico degli enti promotori del progetto-pilota accoglieranno due nuovi gruppi di profughi in maggioranza siriani: in totale 125 persone di cui 48 minori. Tra queste, 51 persone saranno prese a carico della FCEI, della Diaconia Valdese e dei loro partner: 13 nuclei famigliari che saranno ripartiti secondo il modello dell’accoglienza diffusa in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Toscana, Calabria e Puglia.

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