Cooperare per la salute di tutti

(NEV) Monica Natali (FCEI) ha raccontato l’esperienza di Medical Hope nell’ambito del “Focus sulle malattie neglette e salute dei migranti” al Festival della cooperazione internazionale

“Negletti, trascurati, dimenticati: questa la condizione di molti esseri umani che incontro nella mia esperienza” queste le parole di Monica Natali, infermiera volontaria della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) per il progetto Medical Hope, a commento della sua recente partecipazione al Festival della cooperazione internazionale (8-14 ottobre 2018) su “Salute globale, ambiente, giustizia sociale”.

“Nella giornata di giovedì 11 ottobre – ha proseguito l’infermiera volontaria –, ho avuto l’opportunità di intervenire sul tema della salute per tutti, nel panel ‘Health for all: la salute di base nel mondo. Esperienze della cooperazione internazionale. Focus su malattie neglette e salute dei migranti’. Per la mia specifica competenza ho potuto raccontare il senso e il significato dei corridoi umanitari, ma anche narrare origine e caratteristiche del progetto parallelo e intrecciato Medical Hope: la ‘salute per tutti’, ossia l’assistenza sanitaria primaria, che già la Dichiarazione di Alma Ata del 1978 considerava un diritto per tutti gli esseri umani, fissando nell’anno 2000 il raggiungimento di tale obiettivo nel mondo. Un obiettivo a tutt’oggi drammaticamente disatteso. Nonostante ciò, l’esperienza concreta di progetti quali i corridoi umanitari e Medical Hope sono la dimostrazione che insieme, in rete, cooperando, molto si può fare in quelle zone del mondo particolarmente fragili, martoriate da guerre e ingiustizie, dove la vulnerabilità sanitaria e l’assenza di diritti mina pericolosamente le vite alla loro base – ha concluso Natali, ribadendo l’importanza di tale impegno –. Perché negare i diritti significa, in ultima analisi, cancellare volti, negare esistenze”.

Il Festival, promosso dall’Associazione italiana amici di Follereau (AIFO) e dalla Rete italiana disabilità e sviluppo (RIDS), è alla sua seconda edizione e ha coinvolto diversi comuni della regione Puglia. Numerosi i patrocinatori e sostenitori, fra cui ben 36 organizzazioni nazionali, internazionali, regionali e locali; il programma delle sei giornate si è svolto fra Ostuni, Taranto, Lecce, Brindisi, Latiano e Cisternino. Tema generale, i 17 obiettivi di sviluppo dell’Agenda ONU 2030: seminari, conferenze, testimonianze di cooperazione che hanno coinvolto ONG, organizzazioni, università, associazioni sanitarie e professionali, istituti di ricerca, strutture territoriali, esperti, rappresentanti delle istituzioni.

MH
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