Sinodo. Ora corridoi umanitari delle chiese anche in Germania

Annette Kurschus

Annette Kurschus, presidente della chiesa della Vestfalia, saluta il Sinodo valdese metodista e ringrazia per l’impegno umanitario “che non lascia indietro nessuno”

 

Torre Pellice (Torino), 26 agosto 2019 (SSSMV/06) – “L’atmosfera che circonda questo Sinodo è speciale, qui ho sentito battere forte il cuore della vostra chiesa. Qui vive una chiesa che si assume dei rischi” ha detto la pastora Annette Kurschus, presidente della Chiesa della Vestfalia, in un messaggio rivolto ai delegati delle chiese metodiste e valdesi. “Molte chiese, anche in Germania, in questo momento si concentrano principalmente su loro stesse e sulle loro preoccupazioni a proposito della loro stessa sopravvivenza – ha continuato -.  Nel frattempo, i populisti di destra giocano in modo infame con le paure delle persone riguardo al futuro. Le minoranze, i migranti e i rifugiati non ricevono protezione né accoglienza. Il rispetto dell’innegabile dignità umana viene sacrificato di fronte a meschini interessi particolari nazionali”. Nel richiamare l’importanza di una chiesa che sia a fianco dei poveri, dei malati, delle persone che soffrono, Kurschus ha ricordato: “Su molti punti avete anticipato coraggiosamente ciò che ora è improrogabile. Il vostro impegno a nome dell’Europa intera ci indica il cammino da seguire. Mediterranean Hope,  una rete ecumenica della speranza nel Mar Mediterraneo che non lascia indietro nessuno. Le attività di ricerca e soccorso in mare, a favore delle persone nel Mediterraneo, una delle frontiere più pericolose al mondo. I corridoi umanitari: un’alternativa indispensabile, per la quale vi siete battuti a dispetto di ogni resistenza. Instancabili e tenaci, avete cercato nuove strade con amore fantasioso, le avete spianate e trasformate in passaggi sicuri per i rifugiati più vulnerabili”.

La pastora ha continuato: “Fin dall’inizio abbiamo potuto partecipare a questi processi. Ve ne siamo grati”. Finalmente è stato istituito un corridoio umanitario anche verso la Germania, dal nome “Neustartim Team” (Ripartire in squadra), abbreviato NesT, che in tedesco significa “nido”.  “Lavoriamo insieme a voi per far sì che questo programma apra nuove prospettive di vita a tante persone che fuggono dai loro paesi – ha concluso Kurschus -. La luce nello stemma della vostra chiesa è la luce di Cristo, che non fa sparire magicamente la paura, ma è più forte. Una promessa che, da secoli e fino a oggi, dà al battito di cuore della vostra chiesa la sua forza e la sua costanza a dispetto dei rapporti di potere e delle apparenze”.

La presidente ha poi rivolto un ringraziamento al moderatore uscente, Eugenio Bernardini, con il dono della croce di bronzo della Chiesa evangelica della Vestfali, in segno di rispetto e di unione fraterna.

MH
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