I corridoi umanitari sull’ultimo numero di Confronti

Roma (NEV), 9 gennaio 2020 – “Gli imperi cadono. Le nazioni crollano. I confini possono essere cancellati e spostati. Antichi vincoli di fedeltà possono dissolversi o modificarsi. La casa è l’identità che non sbiadisce”. Con questa citazione del giornalista libanese morto in Siria Anthony Shadid si chiude l’ampio reportage sui corridoi umanitari contenuto nell’ultimo numero di Confronti, scritto da Marzia Coronati e Michele Lipori, che hanno seguito l’ultimo viaggio dei beneficiari del progetto umanitario della FCEI, da Beirut a Fiumicino.

Non solo, perché oltre le storie delle famiglie siriane arrivate in sicurezza e legalità in Italia, l’inchiesta propone un excursus sulle proteste nel Paese dei cedri, raccontate giorno per giorno. Come cioè “si intrecciano le vite dei profughi siriani che vivono in un limbo dal quale è difficilissimo emanciparsi, in un contesto, come è quello del Libano oggi, fatto di tensioni manifeste e latenti”, scrivono gli autori del reportage.

Il servizio sui corridoi umanitari “targati” Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, comprende anche una gallery fotografica con tante immagini del campo profughi di Tel Abbas, nel Nord del Libano e dei vari momenti di vita quotidiana delle persone in partenza coi corridoi umanitari, fino al loro sbarco in Italia.

Oltre all’articolo di Michele Lipori, della redazione di Confronti, e Marzia Coronati, giornalista di RadioTre Rai, l’ultimo numero del mensile diretto da Claudio Paravati propone varie interviste, tra le quali quella all’ex ministro – si è dimesso lo scorso 30 dicembre – all’Istruzione Lorenzo Fioramonti e un’altra all’attivista afghana Malalai Joya, un articolo del corrispondente Rai in Africa subsahariana Enzo Nucci, tante rubriche e la vignetta di Takoua Ben Mohamed.

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