Bihać, il bilancio dei primi mesi del centro diurno

Roma (NEV), 2 agosto 2022 – E’ già tempo di primi bilanci per il centro diurno aperto a Bihac, in Bosnia. Sono più di mille le persone che da febbraio a giugno hanno frequentato la struttura avviata da Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia: centinaia di caffè, di docce, di lavatrici e vestiti donati ai migranti che attraversano questa zona e hanno usufruito dei servizi messi a disposizione.

L’attività “ha aperto a fine gennaio ed è a sostegno delle persone migranti che passano dalla Bosnia per raggiungere l’Europa. I respingimenti violenti e illegali da parte della polizia croata e slovena continuano, a quanto ci raccontano le persone che incontriamo e che abbiamo incontrato in questi mesi. Dall’apertura del centro diurno sono infatti passate dalla struttura che gestiamo insieme ad operatori e volontari locali oltre mille persone, che hanno usufruito dei servizi e delle attività che offriamo. L’attuale ondata di caldo è un’ulteriore sfida per le persone migranti e per il nostro lavoro, infatti il numero di persone che vengono al centro diurno si è momentaneamente abbassato, nonostante il cambio negli orari di apertura del centro verso le ore più fresche del giorno”, spiega Niccolò Parigini, responsabile del progetto MH in Bosnia.

Dopo i primi corridoi umanitari da Iran e Pakistan, la Bosnia è uno dai Paesi dai quali la FCEI ha chiesto e ottenuto di poter far partire altre persone di nazionalità afghana.

Qui sotto le infografiche realizzate da Lea Karam, che illustrano i dati del centro diurno da febbraio a giugno:

QUI IL PDF Summary DC – Feb to June


Per saperne di più:


English version:
The day center opened at the end of January, as a support for people on the move passing through BiH in order to reach the European Union while illegal and violent pushbacks from the croatian and other police continue. Since then, over 1000 person passed by benefiting from the services and on spot activities provided. Currently the heat wave is one of the most challenging situation for our mission as well as for others, lowering the amount of people reaching the center even after changing the working hours to the afternoon.

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