I Nakib, una famiglia

La rubrica “Lo sguardo dalle frontiere” è a cura degli operatori e delle operatrici di Mediterranean Hope (MH), il progetto sulle migrazioni della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). O dalle volontarie e dai volontari che accompagnano per periodi più o meno lunghi il percorso di MH. Oggi “Lo sguardo” proviene dalla Casa delle culture di Scicli ed è stato scritto dal volontario del servizio civile Lorenzo Sgro.

Roma (NEV), 22 settembre 2022 – I Nakib, padre, madre e due figlie gemelle, sono una famiglia siriana che vive alla Casa delle culture di Scicli, in provincia di Ragusa. Sono arrivati in Italia a dicembre 2020 con un corridoio umanitario, nell’ambito del programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Mediterranean Hope.

In Siria, il padre, Jamal (52), faceva l’ingegnere meccanico, la madre, Kaula (52), la dermatologa. La guerra li ha costretti a fuggire e a rifugiarsi in Libano con le figlie, Ebatullah e Khaula (14), ancora bambine.

A Scicli hanno iniziato subito a frequentare le lezioni di italiano, primissimo passo verso l’integrazione, prima presso il centro d’accoglienza, poi le figlie a scuola e i genitori al CPIA (“Centro Provinciale di Istruzione per Adulti”). Finché, poco tempo dopo, non hanno conseguito il diploma di terza media, tutti e quattro insieme.

Oggi i Nakib sognano un futuro fuori da “Casa delle Culture”. Jamal lavora in un supermercato. Kaula fa la casalinga ma vorrebbe trovare un lavoro. E Ebatullah e Khaula hanno appena iniziato il liceo scientifico (al momento di questo dialogo, stavano ancora per cominciarlo). Di seguito l’intervista.


Com’è stato ambientarsi a Scicli?

Ebatullah: È stato difficile perché c’era il Covid, però col tempo ci si abitua.

Kaula: È stato difficile abituarsi anche a una nuova vita, a una nuova lingua e a tante cose nuove.

Khaula: All’inizio a scuola avevamo difficoltà a parlare e a capire gli altri, poi piano piano, ascoltando i compagni e facendo lezione, abbiamo imparato a parlare e anche a scrivere.

 

In che modo vi ha aiutato “Casa delle Culture”?

Khaula: Nel primo anno, seconda media, facevamo i compiti con gli operatori e loro ci aiutavano.

Ebatullah: Anche i nostri genitori facevano lezione di italiano.

 

Quando avete iniziato la scuola? Com’è stato l’inizio?

Khaula: Abbiamo iniziato la scuola nel febbraio 2021, prima in 1° media. Poi in meno di un mese hanno visto che eravamo brave, quindi ci hanno messo in 2° media, la classe che dovevamo frequentare dato che avevamo 12 anni.

Abatullah: All’inizio è stato difficile, ma poi sempre più facile.

Khaula: Anche fare amicizia era difficile, perché siamo entrate in classe a metà anno.

Kaula: Quando siamo arrivati, per i primi sei mesi è stato difficile imparare l’italiano. Poi io e Jamal abbiamo conseguito la terza media, con le nostre figlie. Le lezioni al CPIA sono state difficile all’inizio perché io e Jamal non eravamo più giovani, avevamo finito di studiare da molto tempo. Ma dovevamo fare qualcosa, imparare la lingua e lavorare.

Jamal: Abbiamo frequentato il CPIA per 9 mesi, poi abbiamo fatto l’esame di terza media a giugno 2022.

 

Ebatullah, Khaula, come vi siete sentite a fare da insegnanti ai vostri genitori?

Ebatullah: È stato bello, ma anche un po’ difficile. Perché noi siamo le figlie, loro i genitori: noi siamo più piccole, loro hanno più esperienza. Però anche loro ci hanno aiutato molto, perché ci hanno ascoltato. La cosa più bella è stata fare qualcosa per i nostri genitori, perché anche loro hanno fatto qualcosa per noi.

Vi piace andare a scuola?

Ebatullah: Sì.

Khaula: Sì.

 

Quali sono le vostre materie preferite?

Ebatullah: Scienze e Matematica, anche inglese.

Khaula: Anch’io.

 

So che avete festeggiato il diploma di terza media qui a “Casa delle Culture” con tutti gli operatori e gli altri ospiti. Com’è andata la festa?

Khaula: È venuta la nostra professoressa di italiano e ha fatto un discorso in cui ha parlato di come era l’hanno con noi e ha detto che si può imparare molto da noi.

 

Vi piace vivere a Scicli?

Khaula: Dopo che vivi in un posto per tanto tempo, tipo un mese, ti abitui a questo posto e non è molto facile lasciarlo.

 

Domani cominciate il liceo. Come vi sentite?

Ebatullah: Sembra difficile, ma siamo contente.

Khaula: È bello che cominceremo all’inizio dell’anno e non a metà, quindi cominceremo subito con i nostri nuovi compagni.

 

Cosa volete fare da grandi?

Ebatullah: Da grande vorrei fare la medica.

Khaula: Io vorrei fare l’ingegnera.

 

C’è qualcosa che vorreste dire alle persone che si trovano nella vostra stessa situazione?

Ebatullah: Tutto all’inizio è difficile, non si può vedere da subito se le cose vanno bene. Però la cosa più importante è imparare la lingua.

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