Premio Nansen 2019 ai corridoi umanitari. “Lo dedichiamo a chi non ce l’ha fatta, a chi muore in mare e nei lager libici”

È andato ai “corridoi UMANITARI” il Premio Nansen 2019, con cui ogni anno l’Alto commissariato Onu per i rifugiati premia singoli individui o realtà associative che si distinguono per il sostegno prestato ai rifugiati nel mondo.

“Siamo orgogliosi e onorati di ricevere questo prestigioso premio – dichiarano Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e la moderatora della Tavola valdese Alessandra Trotta – . I corridoi umanitari sono un’esperienza e un progetto nel quale crediamo molto e che pensiamo possa essere di esempio, come buona pratica, per tutta Europa, come già in parte avviene.

Vogliamo ringraziare tutte le persone che rendono possibile l’imponente lavoro che sta dietro alla complessa macchina dei corridoi umanitari e in particolare modo i nostri beneficiari, le persone che dal Libano arrivano in Italia attraverso questo canale legale e sicuro.

Li vogliamo ringraziare per la fiducia che ci accordano e per l’umanità che ci ricordano e regalano.

Vogliamo dedicare questo premio a chi invece non ha ancora avuto quest’opportunità, a tutte le persone rinchiuse nei lager libici, alle persone che purtroppo continuano a morire nel Mediterraneo. Speriamo di poter presto realizzare un grande corridoio umanitario europeo per portarle in salvo. Vorremmo evitare nuove stragi in mezzo al Mediterraneo. Ma nel frattempo, chi è costretto a prendere la via del mare, deve essere salvato e per questo sosteniamo convintamente il prezioso lavoro delle Ong che salvano vite. Chi salva una vita salva il mondo intero: il riconoscimento che ci viene consegnato oggi è per noi uno sprone a continuare a fare meglio quello che la nostra fede e la nostra etica ci impongono, essere il buon samaritano che si ferma a soccorrere”.

Promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, Cei-Caritas Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) e Tavola Valdese, “i corridoi umanitari sono stati premiati per aver assicurato a migliaia di rifugiati e persone con esigenze specifiche un canale sicuro per ricevere protezione e la possibilità di ricostruirsi un futuro migliore in Italia”, spiega una nota dell’UNHCR.

Il Premio Nansen per Rifugiati dell’UNHCR

Istituito nel 1954, il Premio Nansen per Rifugiati dell’UNHCR viene conferito ogni anno ad una persona o un’organizzazione che si è dedicata ad assistere le persone costrette a fuggire dalle loro case. Il Premio prende il nome da Fridtjof Nansen, esploratore polare e umanitario norvegese che ha ricoperto per primo l’incarico di Alto Commissario per i Rifugiati per la Società delle Nazioni, dal 1920 al 1930. Attraverso la sua lunga lista di vincitori più o meno noti, il Premio si propone di ricordare i valori di perseveranza e tenacia di fronte alle avversità che hanno guidato Nansen durante il suo mandato.

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