Agricoltura, fondi Ue siano vincolati al rispetto dei diritti dei lavoratori

Roma (NEV), 18 febbraio 2021 – La clausola sulla “condizionalità sociale”, già approvata dal Parlamento europeo il 21 ottobre 2020, subordina la concessione degli aiuti alle aziende agricole al rispetto delle condizioni di lavoro previste dai contratti e dalla legislazione nazionale, europea e internazionale. Al momento sono in corso i negoziati tra le istituzioni europee sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac), e l’Effat, il sindacato europeo dei lavoratori agroalimentari, ha promosso ieri, 17 febbraio, una lettera aperta per chiedere che la condizionalità sociale venga confermata. Che il rispetto dei diritti e delle tutele per i lavoratori diventi insomma una conditio sine qua non per ricevere i fondi comunitari.

Il documento (consultabile qui) è stato sottoscritto da oltre 300 realtà, tra sindacati (Cgil, Cisl e Uil), associazioni ambientaliste e del volontariato sociale, personalità e accademici del lavoro, incluso il programma migranti e rifugiati della FCEI, Mediterranean Hope. La Federazione delle chiese evangeliche è infatti impegnata nella Piana di Gioia Tauro, con MH, per la tutela dei diritti dei lavoratori migranti impiegati come braccianti in agricoltura e la promozione di una filiera etica.

La lettera è stata inviata ieri ai ministri agricoli dei paesi membri dell’Ue, ai Commissari e ai Parlamentari europei impegnati nel negoziato sulla Pac.

Tra le associazioni coinvolte: Caritas, Fair Watch-per una Economia solidale, l’istituto di formazione Schola Campesina, Medu-Medici per i diritti umani, Mediterranean Hope (Federazione delle chiese evangeliche), Stella Maris (organizzazione conosciuta anche come Apostolato del mare), Slow Food Italia, Symbola-Fondazione per le qualità italiane, Terra!Onlus, Terra Viva.

“È inaccettabile vedere che il rispetto dei diritti umani e del lavoro non abbia alcun peso nell’assegnazione degli aiuti diretti della Pac alle aziende” spiega l’Effat nel presentare l’iniziativa “Siamo convinti che la condizionalità sociale collegata all’erogazione di queste risorse pubbliche europee, contribuirebbe a migliorare le condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori agricoli. Senza il rispetto delle norme sul lavoro, la Pac non sarà mai veramente sostenibile”.

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila, le tre sigle sindacali che hanno promosso l’iniziativa hanno infine richiesto un incontro al nuovo ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli. Obiettivo: discutere i contenuti della lettera aperta e chiedere l’impegno del governo italiano a sostenere in Europa il principio della condizionalità sociale per una nuova Pac più equa e sostenibile.

 

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