Domani la prima edizione del Rosarno Film Festival

Dal 14 al 16 ottobre nella Piana di Gioia Tauro, la giuria è composta da braccianti. Al centro della rassegna i temi del lavoro e dello sfruttamento. Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, tra gli organizzatori.

Roma, 13 ottobre 2022 – Tutto pronto per la prima edizione del “Rosarno Film Festival – fuori dal ghetto”, che si aprirà domani, 14 ottobre, nella Piana di Gioia Tauro.
La giuria del festival è composta da cinque lavoratori braccianti. La proiezione dei corti in concorso si svolgerà il 14 e 15 ottobre nell’auditorium comunale di Rosarno. Domenica 16 ottobre, alle 18:30, alla tendopoli di San Ferdinando, in occasione dell’anniversario della morte di Thomas Sankara, si terrà un incontro con Blandine Sankara, sorella del leader burkinabè, attivista impegnata sul tema dell’indipendenza alimentare.


“Un festival-laboratorio – spiega Francesco Piobbichi, operatore di Mediterranean Hope, programma migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, una delle realtà promotrici della rassegna – che parla di riscatto e vuole dimostrare che è possibile costruire pratiche di solidarietà e filiere senza sfruttamento. Non a caso uno dei soggetti coinvolti nella organizzazione dell’evento, insieme a Mediterranean Hope e Rete delle comunità solidali, è l’associazione Sos Rosarno che, con la cooperativa Mani e terra è impegnata da quasi un decennio nella promozione di prodotti senza sfruttamento nel territorio della Piana di Gioia Tauro”.

Sarà proprio Sos Rosarno ad omaggiare con una cassa di prodotti bio ed etici, coltivati cioè senza sfruttamento, il vincitore o la vincitrice della rassegna.

“Rosarno Film Festival è un piccolo strumento per dare voce a chi non ce l’ha – dichiara Giuseppe Pugliese, uno dei fondatori di Sos Rosarno -, per rendere protagonista chi nei fatti è parte integrante di questo territorio, del suo tessuto sociale, economico e produttivo, nonostante le aberrazioni delle filiere agricole e dei meccanismi infernali del cosiddetto libero mercato. E’ un tentativo di dare dignità ai lavoratori stranieri e ad un territorio in difficoltà, con i suoi abitanti e i suoi piccoli produttori, anch’essi stritolati dai padroni del cibo, quindi delle nostre vite. E’ un modo per invitare le persone, da qualsiasi latitudine del mondo arrivino, a parlarsi, a creare comunità in un contesto dove per vari motivi tutto diventa più complicato”.

“L’obiettivo di questo piccolo festival è quello di ribaltare i significati – aggiunge Piobbichi -, di offrire una visione delle cose a partire da chi è stato sempre usato come oggetto e mai ascoltato”.

La rete associativa che sostiene il Rosarno Film Festival è composta da: Mediterranean Hope – Programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Rete delle Comunità Solidali, Sos Rosarno, RiVolti ai Balcani, Altreconomia, Comune-Info, FuoriMercato – autogestione in movimento, Sea Watch, ResQ, Equosud, Confronti, Cinema Metropolis Umbertide, Cinema postmodernissimo Perugia, Equosud.

Tra i personaggi che hanno sostenuto e appoggiato l’iniziativa, Ken Loach, Andrea Segre, Peppino Mazzotta.
Qui il programma dettagliato delle proiezioni, con le sinossi dei corti che partecipano alla rassegna. 

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