Un autunno di nuove attività e relazioni a Casa delle Culture

La rubrica “Lo sguardo dalle frontiere” è a cura degli operatori e delle operatrici, delle volontarie e dei volontari, di Mediterranean Hope (MH), il programma sulle migrazioni della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Questa settimana “Lo sguardo” proviene da Scicli ed è stato scritto da Piero Tasca. 

Con l’arrivo dell’autunno, Casa delle Culture ha ripreso appieno con entusiasmo le proprie attività di sostegno e integrazione, confermandosi un punto di riferimento per la comunità locale e per le tante persone di diversa provenienza che trovano in questo spazio un luogo di incontro, crescita e accoglienza.

Tra le iniziative avviate in queste settimane spicca la ripartenza del Villaggio delle Culture, un progetto educativo dedicato ai bambini e alle bambine delle scuole primarie. Ogni pomeriggio infatti, un’operatrice e dei volontari affiancano i più piccoli nello svolgimento dei compiti e in momenti di gioco e scoperta, promuovendo la collaborazione, l’amicizia e il rispetto reciproco. Dopo la “pausa estiva”, il Villaggio delle Culture torna quindi a essere operativo confermandosi come  un luogo dove imparare diventa anche un modo per conoscersi e crescere insieme.

Un’altra attività molto importante, che ha preso il via in questi giorni, è quella rivolta alle donne straniere, in particolare alle signore tunisine, che spesso non riescono a partecipare ai corsi serali per adulti a causa degli impegni familiari. Per loro, la Casa delle Culture ha attivato un laboratorio di lingua italiana al mattino, due volte a settimana, in un orario più accessibile. Un’occasione preziosa per migliorare le proprie competenze linguistiche e, allo stesso tempo, per condividere esperienze, storie e momenti di socialità.

Autunno 2025 a Casa delle Culture

Laboratorio di lingua italiana, autunno 2025 a Casa delle Culture

Quest’inizio autunno è stato inoltre arricchito da visite di ospiti internazionali che hanno voluto conoscere da vicino le attività e i progetti di Mediterranean Hope. Tra le più significative, quella di Shari Prestemon, rappresentante della United Church of Christ (UCC), e quella di un gruppo di esponenti della URC Waldensian Fellowship. Questi incontri rappresentano un importante riconoscimento del lavoro portato avanti negli anni dalla Casa delle Culture, che continua a essere vista, anche a livello internazionale, come un esempio concreto e ispiratore di accoglienza e integrazione.

Entro la fine di ottobre sono attese altre visite internazionali di rilievo, durante le quali si continuerà a raccontare e condividere il grande lavoro svolto da Mediterranean Hope – Casa delle Culture di Scicli in questi undici anni di attività, un impegno costante che ha contribuito a costruire ponti tra culture, persone e comunità.

 

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