Imparo ciò che vivo. A scuola con Mediterranean Hope e i corridoi umanitari

Due appuntamenti nelle scuole romane contro il bullismo e sull’accettazione delle differenze. Focus degli incontri l’accoglienza delle persone che arrivano in Italia grazie ai corridoi umanitari della FCEI

 

 

Roma (NEV), 21 gennaio 2019 – A scuola di corridoi umanitari e accoglienza con Mediterranean Hope. Si sono svolte oggi a Roma, in una scuola media e in una elementare, due lezioni molto speciali, all’interno di un progetto contro il bullismo e sul tema della diversità. Gli incontri con le classi sono stati tenuti da Federica Brizi, responsabile dell’accoglienza della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e da Elena Ribet, redattrice dell’agenzia stampa Nev – notizie evangeliche.

L’iniziativa rientra nell’ambito di Imparo ciò che vivo, realizzato dall’Associazione Bimbo Aquilone onlus con i fondi 8 per Mille della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Il progetto ha come scopo quello di educare al rispetto dell’altro e considerare la diversità come fonte di ricchezza e interagisce con bambini e bambine delle classi quarta e quinta della scuola primaria e ragazze e ragazzi di prima e seconda media inferiore. Il percorso proposto agli studenti si articola attraverso diverse aree tematiche, dalla lotta al bullismo e al cyberbullismo, ai diritti dei minori e la loro difesa, dalla buona cittadinanza all’alimentazione sana.

“Ho incontrato due classi estremamente vivaci – racconta Elena Ribet -, dove ci sono grandi potenzialità di leadership ma anche qualche criticità. Ho proposto dei giochi di ruolo in parte ispirati al libro di Enrico Euli sui dilemmi e i diletti del gioco, con un focus sui concetti di confine, libertà, diritti e doveri, frontiere. C’è ancora molta difficoltà nel rispettare regole, spazi e differenze, ma al tempo stesso ho riscontrato in queste ragazze e in questi ragazzi un grande desiderio di affermazione personale e di realizzazione. Si tratta di coltivare e curare il più possibile le potenzialità di ciascuno affinché tutti i semi diano buoni frutti”.

MH
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