Raccogliere la sfida

di Fiona Kendall – Dall’11 al 13 novembre rappresentanti di oltre una dozzina di paesi si sono riuniti a Roma per tre giorni di discussioni sul tema dell’accoglienza comunitaria (community sponsorship) per i rifugiati. La FCEI, lavorando insieme alla Global Refugee Sponsorship Initiative, ha facilitato questo summit, che ha permesso di condividere prospettive da Australia, Sud America, Nord America ed Europa.

In un momento in cui molti programmi destinati a sostenere i rifugiati sono sotto minaccia, il contesto del Collegio Irlandese Francescano di Sant’Isidoro ha offerto uno spazio per la riflessione, lo sviluppo di idee e la condivisione di buone pratiche. Per coloro che hanno subito drastici tagli o la revoca dei finanziamenti, una particolare fonte d’ispirazione è stato il programma in forte crescita sviluppato in Brasile; per i programmi più giovani è stato prezioso poter apprendere dall’esperienza, dai sistemi e dalle pratiche radicate in iniziative più consolidate. Si è avuta inoltre l’opportunità di analizzare i dati riguardanti le attuali tendenze sociali verso la migrazione e l’accoglienza, e di approfondire temi come la potenza della sponsorizzazione, l’attivazione dell’impegno locale nelle comunità rurali, l’alloggio e il futuro dell’accoglienza. Il terzo giorno i delegati sono stati ospitati negli uffici dell’UNHCR Italia, dove l’attenzione si è concentrata sulla sovrapposizione tra sponsorizzazione comunitaria e mobilità lavorativa per i rifugiati.

Al centro dell’evento sono state le stesse persone rifugiate. Grazie alla facilitazione di Umanica, alcuni “autori” della nostra “Human Library” hanno condiviso un capitolo della loro vita, portando l’attenzione sulle persone che si affidano alla sponsorizzazione comunitaria, sulla loro esperienza di fuga e, naturalmente, di accoglienza. Come ha affermato un delegato: “Per me personalmente è stata una delle parti più potenti del summit — e ha trasformato l’atmosfera delle discussioni”.

La community sponsorship può sostenere tutti i percorsi formali aperti ai rifugiati: corridoi umanitari, percorsi educativi e canali lavorativi. Qualunque sia il canale attraverso il quale una persona arriva, il collegamento diretto con la comunità locale è trasformativo sia per l’individuo che per la comunità coinvolta. Poiché l’Italia è considerata un leader europeo e globale nella sperimentazione di ogni tipo di percorso, è stato di particolare interesse per i delegati conoscere il lavoro svolto qui.

Il personale di Mediterranean Hope coinvolto — Giulia Gori, Fiona Kendall e Hannah Kummer — ha riportato feedback molto positivi da parte dei delegati: “Siamo felici di sapere di essere riuscite a creare spazio per uno scambio sincero e concreto su ciò che serve per sostenere e rafforzare la sponsorizzazione in questo momento, riconoscendo le pressioni significative, condividendo al contempo strategie, innovazioni e leadership che stanno emergendo in così tanti contesti”, dichiarano.

Per maggiori informazioni sul lavoro della FCEI in materia di community sponsorship o per sapere come attivare un gruppo, utilizzare il seguente link.

 

Rising to the Challenge

 

Last week saw representatives from over a dozen countries gather in Rome for three days of intense discussion on the theme of community sponsorship for refugees.  FCEI, working in tandem with the Global Refugee Sponsorship Initiative, was delighted to facilitate this summit, which enabled perspectives to be shared from Australia, South America, North America and Europe.

At a time when many programmes designed to support refugees are under threat, the peaceful surroundings of St Isidore’s Franciscan Irish College provided a welcome space for reflection, developing ideas and sharing good practice.  For those whose funding has been drastically cut or withdrawn, a particular source of inspiration was the flourishing programme being developed in Brazil; for younger programmes, value came from learning from the experience, systems and practices embedded in more established programmes.  All had an opportunity to analyse current data regarding social attitudes to migration and welcome and to focus deeply on topics such as the power of sponsorship, energizing local engagement in rural communities, housing and the future of welcome.  On Day 3, delegates were hosted at the offices of UNHCR Italy, where the focus was on the overlap between community sponsorship and labour mobility for refugees.

At the centre of the event were displaced people themselves.  Facilitated by Umanica, “authors” from our “Human Library” shared a chapter from their own lives, focusing attention on the people who rely on community sponsorship, their experience of displacement and, indeed, of welcome.  As one delegate stated, “For me personally, it was one of the most powerful parts of the summit — and it transformed the atmosphere of the discussions.”

Community sponsorship can be used to underpin all the formal pathways open to refugees: humanitarian corridors, education pathways and labour channels.  Whatever the channel through which someone arrives, a direct connection with the local community is transformative both for the individual and the community concerned.  As Italy is seen as a European and global leader in piloting each kind of pathway, it was of particular interest to delegates to learn of the work happening here. 

MH staff involved – Giulia Gori, Fiona Kendall and Hannah Kummer – reported very positive feedback from delegates.  Said Kendall, “We are delighted to hear that we succeeded in “creating space for honest, grounded exchange on what it takes to sustain and strengthen sponsorship in this moment”, acknowledging the significant pressures, “while also sharing the strategies, innovations, and leadership emerging across so many of contexts”

For more information on FCEI’s own work on community sponsorship, or to learn how to activate a group, use the following link.

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