Sbarcati a Lampedusa i migranti della Open Arms

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Stanotte i migranti salvati dalla Open Arms sono finalmente sbarcati a Lampedusa. Ad attenderli, sul molo dell’isola siciliana, anche i volontari e gli operatori di Mediterranean Hope, programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, insieme a un gruppo di cittadini e attivisti del Forum Lampedusa solidale.

 

Roma (NEV), 21 agosto 2019 – Stanotte i migranti salvati dalla Open Arms sono finalmente sbarcati a Lampedusa. Ad attenderli, sul molo dell’isola siciliana, anche i volontari e gli operatori di Mediterranean Hope, programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, insieme a un gruppo di cittadini e attivisti del Forum Lampedusa solidale.

Gli 83 migranti salvati dall’imbarcazione della Ong spagnola si trovano attualmente nell’hotspot sull’isola.

«In questi giorni davanti a Lampedusa – ha commentato Francesco Piobbichi, operatore sociale di Mediterranean Hope – abbiamo assistito ad una grande lotta per i diritti. La Open Arms ha di fatto innervato nel presente la nostra Costituzione».

La vicenda della Open Arms era iniziata 19 giorni fa e ieri, finalmente, la decisione della Procura di Agrigento, con lo sbarco dei migranti e il sequestro preventivo dell’imbarcazione.

Nelle scorse settimane a più riprese la Federazione delle chiese evangeliche aveva preso posizione a tutela dei diritti delle persone soccorse da Open Arms, offrendo anche la disponibilità di accogliere i migranti.

«Soluzione positiva, quella di ieri – dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – , perché ha messo i diritti umani al primo posto. Deludente perché la risposta dell’Europa è stata tardiva e quella italiana nei fatti inesistente, condizionata da una crisi politica che non può congelare il diritto umanitario. Ci dà fiducia questa alleanza operosa della società civile, associazioni, chiese. Come evangelici, grazie ai nostri operatori e volontari a Lampedusa e con i nostri uffici nazionali abbiamo dato il nostro contributo per una soluzione positiva di questa vicenda, convinti che il Vangelo non è un simbolo identitario buoni per i discorsi di occasione ma una luce che deve guidare scelte e comportamenti della nostra vita, a iniziare dal soccorso al prossimo perseguitato e ferito».

Mentre i migranti della Open Arms vengono accolti a Lampedusa, resta in alto mare, purtroppo letteralmente, tra Malta e la Sicilia, la vicenda di un’altra imbarcazione delle Ong, la Ocean Viking di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere, che aspetta da 11 giorni, con 356 persone a bordo, un porto sicuro.

L’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del settimo giorno (UICCA), “osservatore” della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), attraverso la sua agenzia umanitaria, è tra l’altro una delle organizzazioni che contribuiscono al sostegno della nave Ocean Viking.

 

MH
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